sabato 6 aprile 2013

Allungare il collo

Noi uomini siamo esseri imperfetti.
Abbiamo una visione oggettivamente limitata delle cose.
Se ci accontentiamo della nostra esperienza sensoriale siamo condannati ad una qualità di vita misera e limitata.

Questo è in estrema sintesi quel che ci hanno lasciato in eredità i maggiori pensatori fin dall'inizio della storia del pensiero umano.

L'uomo, di qualunque estrazione sociale, con qualunque bagaglio culturale, in tutti i momenti storici ha sempre inseguito una necessità: quella di ampliare la sua visione delle cose, di riuscire a scrutare oltre i confini che le barriere della sua stessa natura umile e fallibile gli impongono.
Il primo passo in questo percorso consiste nel cercare di interpretare.
Decifrare le parole, gli sguardi, gli scritti, le gesta di altri uomini per capire cosa ci sia di più.
Ma anche decodificare i fenomeni, gli accadimenti, le manifestazioni della natura etc. etc. etc...
Insomma l'ambizione dell'uomo è da sempre quella di saper guardare oltre.
Ovviamente questo vale anche per noi, uomini in piena era tecnologica, che abbiamo accesso a strumenti e risorse impensabili solo qualche lustro fa.

Tuttavia, che si tratti dell'uomo moderno con l'iPhone sempre in tasca, o quello del medioevo, che aveva a malapena accesso a qualche libro, o ancora l'uomo dell'epoca romana, dal sapere limitato, per tutti vale lo stesso identico criterio.

Semplice, crudo, spietato, invalicabile perché vero:

" per guardare oltre 
non basta allungare il collo".



Una frase che ciascuno di noi dovrebbe farsi tatuare sul braccio, per averla presente in ogni momento della giornata, ogni volta che la voglia di essere curiosi, di capire, di sapere, si assopisce.


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